Nato a Chicago il 14 marzo del 1934, Cernan entrò a far parte della NASA nel 1963 per volare per la prima volta tre anni dopo, con la missione Gemini 9 il 3 giugno 1966: con questa prima missione, Cernan divenne il terzo uomo ad effettuare una EVA.

Eugene Cernan e Thomas Stafford costituivano in realtà l’equipaggio di riserva che prese il posto di quello principale dal momento che Elliott See e Charles Bassett persero la vita durante un’esercitazione a bordo dei loro caccia.

Di seguito, Cernan e Stafford vennero selezionati per la missione Apollo 10 e al duo si aggiunse l’astronauta John W. Young: si trattava di una missione preparatoria per lo sbarco sulla Luna. Il modulo lunare, denominato Snoopy con Cernan e Stafford a bordo, si avvicinò notevolmente alla superficie della Luna, sfiorando i 15.243 metri di altezza dal suolo.

Apollo 10 Crew
Da sinistra: Eugene Cernan, Thomas Stafford e John W. Young. Una posa scherzosa in cui gli astronauti imitano le tre scimmiette: “Non vedo, non sento, non parlo”. Credits: NASA

Di seguito Cernan venne selezionato come comandante della missione Apollo 17,  l’ultima missione dell’esplorazione lunare: è stato l’undicesimo uomo a mettere piede sulla Luna ma dal momento che il suo compagno di missione Harrison H. Schmitt, dodicesimo ed ultimo uomo a mettere il piede sulla Luna, rientrò nel LM Challenger poco prima di lui, Cernan fu ufficialmente l’ultimo uomo a toccare il suolo lunare. Il duo dell’Apollo 17 è conosciuto anche per aver cantato una versione rivisitata di ‘”The Fountain In The Park”: il verso “While strolling in the park one day” (Passeggiando nel parco un giorno), divenne per l’occasione “While strolling on the Moon one day” (Passeggiando sulla Luna un giorno).

Cernan fu anche il primo astronauta a rompere, ovviamente non intenzionalmente, il parapolvere della ruota posteriore del rover: riuscì a riparalo sistemando una mappa lunare attorno alla ruota, così da limitare la quantità di povere sollevata durante i vari tragitti. Dimostrò ancora una volta di essere dotato di un’incredibile ingegno creativo, qualità che gli permise di aggiudicarsi un’altra missione lunare (impresa non facile avendo già preso parte alla missione Apollo 10).

Rover
Il parapolvere del rover riparato da Cernan con una mappa lunare. Credits: NASA

Cernan è conosciuto anche come l’uomo dei record dal momento che:

– È una delle uniche tre persone ad aver viaggiato due volte dalla Terra alla Luna (le altre due sono Jim Lovell e John Young).

– L’unico uomo ad aver effettuato due volte la discesa verso la Luna a bordo di un LEM (Apollo 10 e Apollo 17).

– Detentore, insieme ai suoi compagni, del record di velocità per mezzi pilotati. Il 26 maggio del 1969 infatti, raggiunse la velocità di 39.897 km/h (11,08 km/s) durante il ritorno dalla Luna con l’Apollo 10.

– Cernan stabilì il record di velocità del rover lunare raggiungendo una velocità di 17 km/h: questo è dovuto al fatto che la missione dell’Apollo 17, essendo l’ultima, fu particolarmente dedicata alla raccolta di rocce, il che fece accumulare una serie di ritardi sulla tabella di marcia di tutte e tre le passeggiate lunari. Per recuperare il tempo perso durante la terza passeggiata Cernan, raggiunse quella velocità.

In merito all’ingente quantità di roccia prelevata, Cernan disse:

«Quando consegneremo questa roccia a Houston vorremmo ripartire una parte di essa con tanti Paesi del mondo intero. Sperando che sia presa a simbolo di quello che sono stati i nostri sentimenti, dei sentimenti delle programma Apollo, un simbolo di umanità:  che si possa vivere in futuro in pace ed armonia».

Uno dei frammenti recuperati da Cernan è custodito al Musero della Scienza e della Tecnica di Milano; intervistato da Paolo Attivissimo, in occasione della consegna di quel campione al Museo, Cernan raccontò di quando incise le iniziali della figlia Tracy sul suolo lunare:

«Le sue iniziali sono là. Qualcuno mi ha chiesto quanto ci resteranno, e io ho risposto: per sempre. Non so quanto duri “per sempre”, ma non c’è vento e non c’è pioggia, non c’è nulla che possa  – eccetto la radiazione cosmica – che possa spazzare via quelle iniziali. Quanto a lungo resterà la bandiera? Quanto resteranno le mie impronte? Per sempre. A meno che qualcuno vada là e le cancelli».

Ai supporter della teoria del complotto invece, Cernan rispondeva così:

Terminata la sua carriera da astronauta, divenne vicepresidente del “Carol Petroleum” a Houston e nel 1981 fondò una sua ditta di consulenza per i voli nello spazio. Nel 1999 pubblicò il libro The Last Man on the Moon, in cui descrive le sue esperienze nello spazio e la sua “impressione” di essere osservato da altre persone in quelle occasioni.

Si è spento il 16 gennaio 2017 all’età di 82 anni, presso un ospedale di Houston.
Bentornato tra le stelle, fai buon viaggio Eugene..

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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