Google ha svelato Tilt Brush, la sua nuova applicazione destinata a rivoluzionare la pittura lasciando agli artisti la possibilità di esprimersi oltre i confini di ciò che si può rappresentare.
Sviluppato con HTC, l’app sfrutta degli occhiali digitali collegati ad un controller che permette di dipingere qualsiasi cosa in tre dimensioni a grandezza naturale, così da rendere più realistici i soggetti “impossibili” come fuoco, neve e stelle. Google crede che la sua applicazione abbia il potenziale per guidare il cambiamento nel settore della moda: gli stilisti infatti potranno dipingere i loro abiti con tessuti a trama come il denim, seta, cotone e pelle.
“Quello che veramente mi ha colpito è stata la versatilità di Tilt Brush che lo rende una piattaforma per installazioni virtuali da esporre in musei e gallerie”, ha detto l’artista cubano Jorge Rodriguez-Gerada su come potrebbe essere applicata la tecnologia. «La tua stanza è la tua tela. La tavolozza è la tua immaginazione. Le possibilità sono infinite» – ha scritto Google – «Con Tilt Brush è possibile dipingere in uno spazio tridimensionale. Ti basta selezionare i colori e i pennelli e andare avanti con un gesto della mano. La tua camera è una tabula rasa. Puoi girare attorno a ciò che disegni e passarci attraverso. E puoi decidere di utilizzare materiali che nella realtà nella realtà sarebbero inutilizzabili come il fuoco, le stelle o fiocchi di neve». Google ha coinvolto una squadra di artisti che ha testato l’applicazione dalla sua nascita al suo rilascio. Al momento l’app è disponibile solo su HTC Vive, ma forse Google deciderà di renderla disponibile anche per gli altri device.
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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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