Lacrima della risata - Rose Lynn Fisher
Una lacrima della risata, Credits: © Rose-Lynn Fisher, Craig Krull Galleria, Santa Monica, (CA), rose-lynnfisher.com

«Abbiamo tutti i nostri momenti di debolezza, per fortuna siamo ancora capaci di piangere, il pianto spesse volte è una salvezza, ci sono circostanze in cui moriremmo se non piangessimo»

José Saramago

Cos’è una lacrima? Scientificamente parlando, è una struttura liquida che ricopre la congiuntiva palpebrale bulbare e la cornea, e viene prodotta dall’apparato lacrimale. Le lacrime si dividono in tre tipologie differenti: lacrime psichiche, quelle innescate da emozioni estreme (dolore, gioia, rabbia); quelle basali che sono rilasciate continuamente in piccole quantità (0,75 – 1,1 grammi in 24 ore) allo scopo di mantenere la cornea lubrificata; e infine le lacrime riflesse una risposta dell’organismo alle irritazioni dei fattori esterni come polvere, vapori di cipolla e gas lacrimogeni.

Rose Lynn Fisher
La fotografa Rose Lynn Fisher, credits: rose-lynnfisher.com

Chimicamente parlando, le lacrime sono una soluzione saline che contiene una varietà di sostanze biologiche come oli, anticorpi ed enzimi. Tuttavia il lavoro della fotografa Rose Lynn Fisher, The Topography of Tears, che ha fotografato 100 campioni di lacrime di 100 individui diversi (dai differenti stati d’animo), ha messo in luce che le lacrime, a seconda della reazione che le ha provocate, contengono molecole distinte pure: ad esempio nelle lacrime di commozione sono stati trovati ormoni a base di proteine, tra cui il neurotrasmettitore enkephalin leucina, un antidolorifico naturale che viene rilasciato quando il corpo è sotto stress.

Il sale cristallino e le circostanze in cui si asciuga una lacrima può portare a forme geometriche radicalmente dissimili e le formazioni, anche della stessa tipologia di lacrima, possono sembrare molto diverse da vicino: “Ci sono così tante variabili, c’è la chimica, la viscosità, l’impostazione, il tasso di evaporazione e le impostazioni del microscopio”, ha detto la fotografa Rose Lynn Fisher.

 

 

 

 

SHARE
Previous articleNuove frontiere dell’ottica: occhiali che mettono a fuoco autonomamente
Next articleEarthquake Network: l’app che segnala i sismi
Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

LEAVE A REPLY