Se pensavate che il pianeta Tatooine, nell’universo di Star Wars, fosse un mondo strano con i suoi due soli provate ad immaginare un pianeta che vede ogni giorno ben tre albe e tre tramonti, dove le stagioni durano più di una vita umana: un mondo in cui non cala mai la notte.

La scoperta è stata fatta da un team di astronomi della University of Arizona ed il pianeta in questione è HD 131399Ab: ne sappiamo molto poco a riguardo, per esempio che è un pianeta completamente diverso da qualsiasi altro mondo conosciuto. Prima caratteristica a renderlo singolare è la sua lunga orbita, la più grande mai osservata prima, in un sistema solare governato da tre stelle madri: una particolarità decisamente più unica che rara. Situato a circa 340 anni luce dalla Terra, HD 131399Ab si trova nella costellazione del Centauro e con i suoi 16 milioni di anni di età, è uno dei più giovani pianeti extrasolari scoperti finora. Quattro volte più pesante del nostro Giove, come è facile intuire, sulla sua superficie regna una temperatura più che infernale con ben 850 kelvin (corrispondenti a 1.070 F e 580° C).

HD 131399Ab
HD 131399Ab, credits: http://cdn.phys.org/newman/gfx/news/hires/2016/17-newlydiscove.jpg

“Per circa la metà della sua orbita, che dura quasi 550 anni terrestri, i tre soli restano visibili nel cielo, due dei quali più vicini fra loro” – dice in conferenza stampa Kevin Wagner, ricercatore della University of Arizona. “Per gran parte dell’anno le stelle appaiono raggruppate intorno al pianeta, donandogli tre albe e tre tramonti ogni giorno. Ad un certo punto della sua orbita però, le tre stelle si allontanano raggiungendo un punto in cui il tramonto di un sole coincide con il sorgere dell’altro: a partire da questo momento, sul pianeta non cala mai la notte e la “luce eterna” dura per un quarto della sua orbita, vale a dire 140 anni terrestri”.

Nonostante le numerose osservazioni, il pianeta sarà studiato a lungo termine per determinare con precisione la traiettoria del corpo celeste tra le sue stelle ospiti. Gli studi fino ad ora sembrano suggerire il seguente scenario: Al centro del sistema si trova una stella chiamata HD 131399A, molto più grande del nostro Sole, che segue un’orbita ellittica insieme alle altre due stelle rimanenti (non ancora classificate e per ora chiamate comodamente B e C). Queste ultime formano un sistema binario fra loro ad una distanza equivalente alla somma del diametro del nostro Sole e di quello di Saturno.

“Se il pianeta si fosse trovato ad una distanza maggiore dalla stella HD 131399A sarebbe espulso del sistema” – spiega Daniel Apai, docente di astronomia e planetologia presso l’Università di Arizona, nonché principal investigar del team Nexus for Exoplanet System Science (NExSS) – “Le nostre simulazioni al computer hanno dimostrato che questo tipo di orbita può essere stabile, ma se le cose cambiassero solo un pò, diventerebbe instabile in tempi molto rapidi”

“Non è chiaro come si sia creato questo sistema solare piuttosto insolito ed estremo ma è un esempio di come sia variegato il nostro universo, più di quanto gli esperti ritenessero” – aggiunge ancora Wagner – “i pianeti in sistemi multi-stellari sono molto meno esplorati e potenzialmente altrettanto numerosi quanto i pianeti in sistemi normali come il nostro”.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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