Quante se ne dicono sui vaccini? Troppe! Ne abbiamo parlato spesso con il prof. Roberto Burioni ma, specie nel web, alterare la verità è questione di un attimo e, come l’effetto domino, le menzogne si diffondono in men che non si dica. In un recente articolo pubblicato su La Stampa il virologo del San Raffaele smonta le 8 bugie più diffuse in materia; le abbiamo raccolte per voi.

I vaccini causano l’autismo. Non è vero. 

La bufala più diffusa è quella della correlazione tra vaccini e autismo ma, come spiega Roberto Burioni su La Stampa “l’incidenza di questo disturbo è identica nei bambini vaccinati e in quelli non vaccinati, come dimostrano ampissimi studi effettuati anche su individui che hanno un rischio particolarmente alto di sviluppare questo disturbo, come i fratelli di bambini già autistici. Se il vaccino avesse un ruolo nel causare o nel promuovere l’autismo troveremmo tra i vaccinati una maggiore incidenza, cosa che non accade. Questa osservazione è confermata dal dato indicante che le lesioni cerebrali alla base della malattia sono presenti prima della nascita; infine, recenti ricerche hanno dimostrato che l’autismo è diagnosticabile ben prima delle vaccinazioni. Insomma, dire che i vaccini causano l’autismo è come dire che la terra è piatta!”.

I vaccini indeboliscono le difese dei bambini. Non è vero. 

Altra nota menzogna promossa sul web, mentre è risaputo che i vaccini stimolano e rafforzano nella maniera più naturale il sistema immunitario. Al contrario chi non si vaccina può contrarre il morbillo, che provoca una prolungata e pericolosa soppressione delle difese, tale da aumentare in maniera rilevante la mortalità per altre malattie negli anni che seguono all’infezione” – spiega il virologo sul quotidiano torinese.

Dieci vaccini sono troppi e vengono fatti solo in Italia. Non è vero. 

Più recente invece è la diatriba circa il numero di vaccini obbligatori nel nostro paese, troppi e solo qui, al dire di molto sul web; “I 10 vaccini vengono somministrati sostanzialmente con le stesse tempistiche e con le stesse modalità in tutti i Paesi. La differenza è che altrove le coperture sono alte perché i genitori vaccinano spontaneamente i figli, mentre in Italia sono pericolosamente basse (come dimostrato oggettivamente dai 4400 casi di morbillo) ed è stato necessario correre ai ripari” – chiarisce Burioni.

Iconografia sulle dieci vaccinazioni obbligatorie. Credits: La Stampa

I vaccini vengono somministrati troppo presto. Non è vero. 

Altro dibattito vede protagonista l’età “prematura” dei bimbi ignorando che “i tempi delle vaccinazioni sono messi a punto sulla base di studi molto ampi in modo da garantire da un lato la massima sicurezza e dall’altro la più alta protezione possibile. Alcuni germi dai quali ci protegge il vaccino esavalente (come la pertosse e l’emofilo di tipo B) sono pericolosissimi nei primi mesi e anni di vita, per cui non bisogna assolutamente ritardare la vaccinazione: senza alcun beneficio si lascerebbe solo la porta aperta all’eventualità di gravi infezioni” – continua il professore su La Stampa.

I vaccini hanno gravi effetti collaterali. Non è vero. 

Da diverso tempo, in tempi ancora lontani dall’impatto mediatico che il web assume oggi, si parla di controindicazioni e di effetti collaterali molto gravi legati ai vaccini; i vaccini sono i farmaci più sicuri che abbiamo, l’incidenza di gravi effetti collaterali è minima (meno di un caso su un milione) e hanno un rapporto rischio-beneficio estremamente favorevole nel momento in cui paragoniamo i potenziali danni da vaccino (quasi inesistenti) con le gravissime conseguenze che possono avere le malattie dalle quali la vaccinazione protegge in maniera estremamente efficace” – afferma Burioni.

I vaccini sono un grande affare per le case farmaceutiche.
Non è vero. 

Questa è senza dubbio la più nota delle bufale dopo la correlazione con l’autismo; quella delle lobbies non riguarda solo ed esclusivamente i vaccini ma si estende a tutta l’industria farmaceutica, eppure “nel 2015 tutti i vaccini in Italia hanno fatturato 318 milioni di euro, pari all’1,4% della spesa farmaceutica. I farmaci contro una sola malattia per la quale non abbiamo il vaccino, l’epatite C, hanno fatturato sei volte tanto. Ogni euro speso in vaccini ne fa risparmiare almeno trenta in cure: il vero affare per le case farmaceutiche sono gli individui non vaccinati e le malattie per le quali non abbiamo il vaccino” – chiarisce Roberto Burioni

I vaccini sovraccaricano il sistema immunitario. Non è vero. 

Altra congettura assai diffusa mette in dubbio il valore di antigeni contenuti nei vaccini ipotizzando che essi sovraccarichino il sistema immunitario. “Le singole sostanze in grado di stimolare una risposta immune si chiamano antigeni. Gli attuali vaccini ne contengono circa 200. Basta un piccolo graffio sulla pelle per mettere in contatto il sistema immune del bambino con alcuni milioni di antigeni, una puntura di zanzara per esporlo a molte migliaia. E’ stato calcolato che potremmo vaccinare contemporaneamente in tutta sicurezza un bambino con diecimila vaccini, ma purtroppo ne abbiamo molti di meno” -argomenta Burioni ragionando con i dati alla mano.

Chi è vaccinato diventa infettivo. Non è vero. 

Ultima, poco nota delle altre, ma ugualmente falsa e pericolosa. “La maggior parte dei vaccini è costituita da singoli componenti virali e batterici e pensare che da una miscela di sostanze possa nascere qualcosa in grado di replicarsi e infettare è come temere che nel nostro frigorifero da un dado da cucina possa generarsi un vitello. Altri vaccini (morbillo, rosolia, parotite) contengono virus in grado di replicarsi, ma notevolmente indeboliti e non in grado di infettare altri individui. I vaccinati contro la varicella possono invece trasmettere il virus del vaccino, ma molto raramente. Quanto raramente? Sette casi in ventidue anni senza alcuna conseguenza” – conclude Burioni.

Per approfondire:

[1] Sulla scienza non si fanno opinioni. Dott. Burioni: “I vaccini non causano autismo” – a cura di Raffaele Salvemini.

[2] “Il vaccino salva la vita”, intervista al prof. Roberto Burioni – a cura di Antonio Piazzolla.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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