Il nucleo cometario della cometa C/2011 J2 (LINEAR) si è sfaldato mandando in frantumi il corpo celeste: a causare lo splitting (frammentazione) non sono stati i fenomeni interni e nemmeno l’irradiamento salare ma la sola velocità di rotazione, troppo intensa. L’evento risale al 27 agosto 2014 ma la conferma è giunta solo ora.

Federico Manzini
Federico Manzini, credits: http://www.foam13.it/ORGANIGRAMMA/federico.jpg

«La frammentazione è avvenuta a grande distanza dal Sole, dove fenomeni dovuti all’emissività di gas sono piuttosto improponibili, pertanto (anche a seguito di altro tipo di osservazioni) dovremmo essere in presenza di un evento dovuto solo alla velocità rotazionale, che abbiamo anche individuato per via fotometrica. Questo, perciò, dovrebbe essere il primo caso acclarato di frammentazione non dipendente da fenomeni interni al nucleo cometario», ha affermato Federico Manzini, astrofilo presso la Stazione Astronomica di Sozzago (NO) e la Fondazione Osservatorio Astronomico di Tradate (VA). Manzini è anche primo autore di un articolo sull’argomento pubblicato su Planetary and Space Science.

La cometa in questione è C/2011 J2 (LINEAR), un oggetto della fascia di Kuiper scoperto il 4 maggio 2011: lo splitting del nucleo primario è avvenuto in modo multiplo ed è stata osservato da una distanza di 4 unità astronomiche dal Sole (circa 600 milioni di chilometri). È stata proprio la distanza a scaturire la curiosità degli esperti che hanno deciso di indagare: non capita spesso che a quella distanza il Sole provochi un riscaldamento tale da innescare la rottura del nucleo. Si è pensato subito che lo splitting sia stato causato dalla velocità di rotazione.

TNG
Telescopio Nazionale Galileo, credits: Giovanni Tessicini – https://plus.google.com/106180281658055866395/photos?banner=pwa

La cometa è stata ripresa da differenti centri di osservazione con telescopi dalla risoluzione spaziale compresa fra 0,57 e 1,23 arcsec/pixel, definizione che permette di studiare la morfologia della chioma interna delle comete e l’area attorno al nucleo. I telescopi coinvolti sono il Pic du Midi (Francia), il Telescopio Nazionale Galileo (Isole Canarie), Faulkes North (Haleakala, Hawaii), Liverpool Telescope (Isole Canarie). Le osservazioni sono iniziate il 27 agosto 2014 (data della scoperta della frammentazione) e terminate l’11 dicembre 2014: lo studio è stato condotto per 121 giorni con ben 69 ore di posa.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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