Sessantadue anni fa, in un’Europa ancora divisa ed impegnata a risanare le ferite riportate dal secondo conflitto mondiale, alcune menti brillanti capirono l’importanza di unirsi, di cooperare fra loro: fra queste vi era anche il fisico italiano Edoardo Amaldi. Lo scopo era quello di riappropriarsi del primato nella fisica, finito tra le mani degli americani; ma da lì a poco, gli scienziati intuirono che un’Europa scientificamente unita avrebbe fatto grandi cose, oltre a destare l’invidia degli Stati Uniti e della Russia.

Nacque così il Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire, meglio conosciuto come CERN. Oggi questa struttura impiega 2500 dipendenti (di 113 nazionalità diverse), coinvolge 608 università e ai suoi apparati hanno accesso 13.000 scienziati, circa la metà dei fisici delle particelle in tutto il mondo. L’Italia, uno dei paesi fondatori, è al quarto posto nella classifica dei contribuenti con 112 milioni di euro l’anno (fonte CERN – 2013).

Nella sede di Meyrin a Ginevra, in un’atmosfera suggestiva caratterizzata dai colori autunnali, sorge il Globe of Science and Innovation, un’imponente struttura sferica, rappresentante la Terra realizzata dagli architetti Hervé Dessimoz e Thomas Büchi. Alta 27 metri per 40 metri di diametro (quasi le stesse dimensioni della cupola di San Pietro a Roma), venne originariamente costruita come Palais de l’Equilibre in occasione dell’Expo.02 di Neuchâtel nel 2002; la particolarità di questa struttura è data dall’incastro di due sfere concentriche annidate l’una dentro l’altra. Interamente realizzato in legno, caratteristica che fa di esso un modello di edilizia sostenibile, sono stati impiegati ben cinque tipi diversi di legname per realizzarlo: Pinus sylvestris, Douglas pino, abete rosso, larice e acero canadese.

Il guscio esterno è composto da doghe in legno e due rampe esterne che collegano i piani consentendo ai visitatori di ammirare il verde prato che circonda la struttura. La sfera interna, quella più piccola, è costituita da 18 archi di legno, coperti da pannelli anch’essi legno; questo reticolato forma di fatto le pareti dell’interno del globo. Dopo la chiusura dell’Expo.02, la Confederazione Svizzera ha donato il Palais de l’Equilibre al CERN, che lo ha ribattezzato come Mondo della Scienza e dell’Innovazione.

Antonio Piazzolla al CERN
L’insegna del Globe. Fotografia di Raffaele Salvemini

La struttura, facilmente trasferibile in quanto mobile, ha riaperto nel 2004 in occasione del 50° anniversario del CERN. Suddiviso in due piani, il Globe accoglie al pian terreno un’esposizione permanente dedicata all’universo di particelle, suddivisa in sei aree espositive: Mondi Misteriosi (dedicata all’universo), LHC (interamente dedicato all’acceleratore di particelle), Rilevare le particelle (la sezione più importante del Globe dove viene illustrato lo studio delle particelle), Scienza senza frontiere (dove vengono esposte tutte le innovazioni, frutto delle ricerche svolte al CERN), A modo nostro (gli scienziati rispondo alle domande più comuni circa il proprio lavoro) e infine Area di ricerca che permette al visitatore di visualizzare dal vivo le collisioni tra particelle che si verificano nell’LHC.

Il secondo piano invece consiste in uno spazio polifunzionale, utilizzato per eventi come conferenze, proiezione di film educativi e conferenze stampa. Decorazione degna di nota è quella sulle pareti lungo la scalinata che conduce dal primo al secondo piano: delle illustrazioni descrivono tutte le fasi del Big Bang.

Wandering the immeasurable
Un dettaglio della scultura di arte moderna “Wandering the immeasurable” dell’artista Gayle Hermickdi.
Fotografia di Raffaele Salvemini

A rendere più intrigante questa struttura dallo psichedelico contrasto bicromatico delle sfere concentriche, circondata da verde, è un’opera moderna realizzata in acciaio, istallata all’esterno. Essa, chiamata “Wandering the immeasurable“, pesa 15 tonnellate, è alta 11 metri ed è lunga 37 metri, arrotolati in modo da far conferire alla struttura la forma del numero 60. Sulla superficie esterna sono state incise al laser 396 scoperte nella loro lingua d’origine, ognuna con il nome dello scienziato a cui è stata attribuita, l’anno e il campo scientifico in questione tra fisica, astrofisica o matematica. Autore dell’opera è l’artista canadese Gayle Hermickdi al quale fu commissionata dalla Fondation Meyrinoise du Casino in occasione del 60° anniversario del CERN (2014).

Nella prossima parte del nostro reportage parleremo di AMS-02, ascoltando le testimonianze degli italiani Elisa Laudi e Davide Rozza.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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