Prima di parlare della straordinaria luminosità di WISE c’è bisogno di fare una distinzione fondamentale e spiegare cos’è una galassia, cos’è un quasar e cos’è un hot dog (no, non è solo un panino) in maniera sintetica ma chiara. Una galassia, in sostanza, è un grande insieme di stelle (sistemi binari, ammassi,associazioni stellari, gas e polveri) legate dalla reciproca forza di gravità. Un quasar invece è una galassia che possiede un buco nero estremamente massiccio e molto attivo e che espelle potenti getti di particelle e di radiazioni. Se un quasar è molto brillante viene definito Hot Dog (Hot Dust-Obscured Galaxies), vale a dire una galassia calda e circondata da polvere che assorbe la radiazione emessa dal buco nero: si tratta non solo di galassie molto brillanti ma anche molto rare e difficilmente osservabili perché avvolte da una spessa coltre di polveri. Si ricorre infatti ai raggi infrarossi, quella banda dello spettro elettromagnetico nella quale la polvere calda, da barriere impenetrabile, si trasforma in “faro”.

WISE J224607.57-052635.0
WISE J224607.57-052635.0

È il caso della galassia WISE J224607.57-052635.0, così chiamata dal nome dello strumento che l’ha scoperta, il telescopio spaziale Wide-Field Infrared Survey Explorer. Ad oggi WISE risulta la galassia più luminosa dell’universo conosciuto: un gruppo di ricercatori guidato da Tanio Díaz-Santos della Universidad Diego Portales di Santiago, in Cile, ha sfruttato le capacità uniche del complesso di 66 radiotelescopi di Alma (Atacama Large Millimeter Array) per scrutare all’interno di questa straordinaria galassia e tracciare così il moto del carbonio ionizzato tra le sue stelle.

Alma
Alma

Ad Alma si studiano le lunghezze d’onda di circa un millimetro, fra la luce infrarossa e le onde radio, quel tipo di lunghezza d’onda che viene definita radiazione millimetrica e submillimetrica. L’osservazione della galassia WISE ha portato dunque ad una particolare scoperta: «Grandi quantità di gas sono state trovate in uno stato molto turbolento e dinamico» – dice Tanio Díaz-Santos – «Il gas spiraleggia verso il buco nero supermassiccio al centro della galassia mentre si surriscalda».

Tanio Díaz-Santos
Tanio Díaz-Santos

La luminosità non sfugge in maniera diretta: viene assorbita dalla polvere che circonda la galassia e poi riemessa dalla stessa sottoforma di luce infrarossa che ri-irradia la galassia. Questo processo conferisce alla galassia una luminosità paragonabile a quella di 350 milioni di milioni di stelle come il nostro Sole. La potente sorgente, ossia la luce infrarossa, ha un impatto molto violento sull’intera galassia. «Sospettiamo che la galassia sia in uno stadio di violenta trasformazione, proprio a causa dell’enorme quantità di energia infrarossa», commenta Peter Eisenhardt, capo scientifico del WISE al Jet Propulsion Laboratory della NASA. «La si può indicare come una pentola a pressione pronta a scaricare tutta l’energia imprigionata».

 

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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