Zanzare fluorescenti alla Federico II
Zanzare fluorescenti alla Federico II, credits: unina.it

A Procida un interessante progetto della Federico II di Napoli per ridimensionare la popolazione delle zanzare tigre: centinaia di esemplari maschi, innocui per l’uomo, sono stati marcati con una polvere fluorescente e rilasciati; contribuiranno a calcolare la densità della popolazione locale di zanzare, per poi pianificare il prossimo esperimento di soppressione attraverso il metodo di “cattura-marcatura-ricattura”.

Le zanzare fluorescenti, che a prima vista possono sembrare lucciole, sono state liberate nella zona della Chiaiolella da un team di ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università Federico II di Napoli, con l’ausilio di alcuni cittadini volontari.

Il METODO “CATTURA-MARCATURA-RICATTURA”

La marcatura servirà a calcolare la densità delle popolazione locale di zanzare per pianificare poi il prossimo esperimento di soppressione:

“Proprio così il rapporto tra maschi ricatturati fluorescenti e maschi non fluorescenti ci darà un’indicazione precisa sul numero delle zanzare tigre presenti in quest’area di Procida”

ha precisato Marco Salvemini, coordinatore del progetto. L’esperimento rientra nell’articolato progetto “citizen science” che la Federico II di Napoli porta avanti, con il comune di Procida, dal 2015: “Nel mese di settembre e con la schiusa di nuove uova deposte ad agosto, c’è un picco di zanzare tigre sull’isola. Ancora una volta i procidani si sono contraddistinti per la loro apertura e generosità nel prestare i propri giardini per consentire lo svolgimento dell’esperimento” – aggiunge Salvemini.

Zanzare fluorescenti alla Federico II
Zanzare fluorescenti alla Federico II, credits: Marco Salvemini/unina.it

LA TECNICA DEL MASCHIO STERILE

La battaglia alla zanzara tigre comincia con la tecnica del “maschio sterile”, esemplari sterilizzati in “missione” da Vienna: “Rilasceremo un numero consistente di maschi, stavolta sterili (arriveranno in “missione” da Vienna) concorreranno con i maschi fecondi, ridimensionando fortemente il numero delle riproduzioni”.

La tecnica si mostra molto efficace dal momento che le zanzare femmine non sanno quali siano gli esemplari sterili e quelli potenzialmente fecondi: l’installazione di 101 ovitrappole, con la collaborazione di 80 famiglie procidane, aveva già restituito dati interessanti. Erano infatti state individuate ed eliminate 84.000 uova e circa 20.000 potenziali zanzare femmine adulte (calcolo effettuato sulla percentuale di schiusa e sul rapporto femmine/maschi). Tutta l’operazione sarà tenuta sotto-controllo grazie a dieci stazioni climatiche istallate in altrettanti punti dell’isola.

CITTADINI CONSAPEVOLI

I ricercatori inoltre provvederanno a diffonde un piccolo decalogo ai residenti, in particolare a coloro che dispongono di piccoli orti e giardini dal momento che un’altra fondamentale condizione per la buona riuscita dell’operazione è quella di ridurre gli habitat larvali e in primis i contenitori con acqua.

 Seguiranno aggiornamenti. [Le foto presenti in questo articolo sono di Marco Salvemini/unina.it]
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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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