La Zinnia L., 1759 è un genere di pianta appartenente alla famiglia Asteracee, originaria del Messico: è stata la prima pianta a fiorire sulla Stazione Spaziale Internazionale il 15 Gennaio 2016. I suoi tipici petali giallo-arancione sono sbocciati esibendosi allo sguardo meravigliato dell’astro-giardiniere Scott Kelly che ha lavorato sodo per conseguire questo risultato, prima affiancato da Kijell Lindgren poi da Tim Peake.

Zinnia on ISS

La fioritura della zinnia fotograta da Scott Kelly all’interno della serra spaziale Veggie

Nonostante la presenza di muffe e ruggine, che avrebbero potuto compromettere l’esperimento, la fioritura è avvenuta senza problemi nella serra Veggie, durante la notte di sabato 16 gennaio (Italia). Scott Kelly ha prontamente comunicato la gioia per l’evento tramite i suoi profili Twitter e Facebook, proprio come gli aveva raccomandato il presidente Obama prima dell’inizio della sua ‘one-year mission’.

Scott Kelly post

Il post di Scott Kelly su Facebook

“La fioritura delle zinnie sulla ISS ci dà la possibilità di osservare per la prima volta questo processo fisiologico nello spazio: è senz’altro un importante traguardo scientifico, ma ha anche una valenza completamente diversa – dice Sara Piccirillo dell’Unità di Volo Umano dell’Agenzia Spaziale Italiana – Segna, infatti, un enorme passo in avanti nella possibilità di ricreare in orbita un ambiente simile a quello terrestre, in cui le piante contribuiscono al benessere dell’equipaggio anche sul piano psicologico”.

Zinnie on ISS
Zinnie on ISS

Qualche settimana fa le condizioni delle piante erano state compromesse dalla presenza di muffa e ruggine sulle foglie delle zinnie dovuta ad una situazione di stress della pianta: l’acqua stava gocciolando al di fuori del letto di coltura e aveva ricoperto le piantine al punto che le foglie stavano dando segni di essudazione. È stato necessario ridurre il flusso d’aria all’interno della serra.  “La fioritura è un evento complesso che segna il passaggio dallo stadio vegetativo a quello riproduttivo della pianta – spiega Sara Piccirillo – In questa transizione sono coinvolti profondi cambiamenti nella morfologia vegetale, che culminano nella comparsa delle strutture altamente specializzate del fiore”.

Zinnia on ISS

La Zinnia dinnanzi un finestrino della ISS con la Terra sullo sfondo

Due piantine però sono morte e, una volta estirpate dal letto di coltura, sono state congelate per essere riportate sulla Terra. Le foglie malate verranno analizzate per comprendere meglio il processo di crescita in microgravità e quali criticità possono presentarsi su parametri fondamentali per la crescita di una pianta, come l’irrigazione e la luce. Uno studio fondamentale per consentire l’autonomia alimentare a bordo della stazione spaziale.

Scott Kelly inside Veggie
Scott Kelly all’interno della serra Veggie della Stazione Spaziale Internazionale

Veggie è stata realizzata dall’azienda americana Orbital Technologies e consiste in una camera di crescita sigillata e illuminata da luci a led. Dotata di un sistema di irrigazione e di pareti pieghevoli per aumentarne il volume a mano a mano che le piantine crescono. Il terriccio è un substrato inerte a base di argilla.

 

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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